L’album “” (Eros al quadrato) – in uscita il 26 ottobre, due giorni prima del suo 44esimo compleanno – è una raccolta di una parte delle canzoni più famose del cantante romano (da “Terra promessa” a “La nostra vita”, passando per “Adesso tu”, “L’Aurora” e “Più bella cosa”), ma può essere considerato anche l’undicesimo disco di inediti di Eros Ramazzotti. Oltre a 14 successi in versione originale rimasterizzata, compresi i duetti con Tina Turner, Cher e Anastacia, il doppio cd “” contiene 4 inediti e 17 “nuovi editi”, cioè brani del suo repertorio che, pur appartenendo ai dischi precedenti, rivivono con una diversa anima sonora frutto della rilettura fatta da Eros assieme ad artisti e produttori di fama internazionale: Gian Piero Reverberi, Michele Canova, Dado Moroni, Jon Spencer, John Shanks, Wyclef Jean, Steve Vai, Carlos Santana, Pat Leonard, Rhythm Del Mundo, Take 6, The Chieftains e Amaia dei La Oreja De Van Gogh (elencati in ordine di scaletta del secondo cd).

 «Pubblicare un Greatest hits normale – spiega Ramazzotti – non aveva senso nemmeno dieci anni fa. Il cd “Eros: The Best Of del 1997 era impreziosito dai duetti con Tina Turner in “Cose della vita – Can’t Stop Thinking Of You” e con Andrea Bocelli in “Musica è”. Ed è stato un successo da 7 milioni e mezzo di copie vendute. Registrare questo disco è stato più complicato che incidere un cd di inediti: il lavoro è durato un anno, perché dovevamo gestire persone che vivono fra Europa, Stati Uniti e Sudamerica. Per fortuna la tecnologia ci ha permesso di accorciare le distanze, interagendo con tutti gli artisti attraverso la rete web e lo scambio di file mp3. Io sono andato solo a Cuba dai Rhythm Del Mundo e a Dublino dai Chieftains».

Fra i quattro inediti dell’album “” c’è un nuovo duetto internazionale. Il primo singolo “Non siamo soli” – in radio dal 21 settembre e nei negozi dal 5 ottobre – è un brano d’impronta reggaeton, solare e molto ritmato, cantato da Eros assieme a Ricky Martin. «Non avevo ancora sperimentato pienamente le potenzialità della mia voce su un arrangiamento reggaeton: ho subito pensato a un duetto con un artista sudamericano e Ricky Martin era perfetto. Il testo della canzone spiega che pur vivendo in due realtà lontane, le nostre emozioni sono le stesse: non sono i soldi a dare stimoli, ma la voglia di migliorare il nostro mondo. E qualsiasi cambiamento è possibile, se c’è volontà e determinazione: l’importante è mantenere un atteggiamento positivo anche quando si sta male e sembra che il mondo ci stia crollando addosso».

Ricky Martin è venuto a Milano per incidere il singolo “Non siamo soli”; Eros ha ricambiato la visita andando a Miami per girare il video diretto da Wayne Isham, il regista di “Livin’ la vida loca”. «La registrazione del singolo e le riprese del video sono state anche l’occasione per approfondire il nostro rapporto, che prima era basato su veloci chiacchierate in sporadici incontri durante alcune manifestazioni musicali. Oltre a essere un grande artista, Ricky è un ragazzo buono e positivo».

Altrettanto prestigiosa è la collaborazione con  Guy Chambers, produttore e autore di Robbie Williams, che assieme a Robert Flack firma la musica dell’inedito “Ci parliamo da grandi”. «Ho inciso questo brano brit-pop nel suo studio di Londra: lavorare con Chambers è stata un’ottima esperienza, che probabilmente ripeterò in futuro, però ho avuto la conferma che noi italiani non siamo inferiori agli inglesi come tecnologia e approccio alle canzoni».

“Ci parliamo da grandi” ha un testo autobiografico, sebbene proiettato nel futuro. «Immagino le mie emozioni quando Aurora sarà grande e dovrò lasciarla libera di volare con le sue ali. Il distacco dai figli, per quanto inevitabile e doveroso, è un momento duro e complicato da affrontare per qualunque genitore: è un “trauma emotivo” che non metabolizzi mai».

La guerra e la violenza sono protagoniste del terzo inedito “Dove si nascondono gli angeli”. Purtroppo rimangono coinvolti anche i bambini: vittime di orrori che non dovrebbero esistere in una società che si proclama moderna e civile. «Nel terzo millennio è inconcepibile, oltre che disumano, vedere ancora bambini africani imbracciare un fucile e crescere nella violenza per l’incoscienza o la crudeltà degli adulti. Milioni di adolescenti muoiono per cause assurde. Io tento nel mio piccolo di contribuire a migliorare le loro condizioni di vita sostenendo i medici laici dell’associazione “Il Buon Samaritano” (www.ilsamaritano.it) che aiuta i bimbi africani emarginati dalle loro stesse famiglie per assurde storie di stregoneria».

Il sentimento che resiste all’usura del tempo, anche quando la storia d’amore è definitivamente finita, è il tema del quarto inedito “Il tempo tra noi”. «Se l’amore che ci univa era intenso, passa il tempo ma non passa l’affetto e non riusciamo a staccarci completamente da quella relazione».

Eros al quadrato. Il talento vocale di Eros Ramazzotti esplora universi sonori paralleli, muovendosi con uguale perizia in un caleidoscopio di sonorità che spaziano fra pop, rock, folk, jazz, gospel, ritmi latini e musica classica. Nell’album “” i successi originali rimasterizzati convivono con altre canzoni del repertorio di Ramazzotti (soltanto “Adesso tu”, “L’Aurora” e “Più bella cosa” sono presenti in entrambi i dischi con versioni diverse) che sono state scomposte e ricomposte secondo l’estro e il talento di artisti e produttori di calibro internazionale.

Fra i quattro interventi di Gian Piero Reverberi spicca la straordinaria esecuzione di “Musica è” fatta dalla London Session Orchestra: Reverberi ha reso il brano ancora più epico, accentuando l’impronta classica originale e arricchendolo con un preludio strumentale raffinato e un finale orchestrale di forte impatto emotivo. Emozioni a fior di pelle anche per la struggente versione pianoforte-voce pensata dal jazzista Dado Moroni per il brano “Dolce Barbara”. Inconfondibile, e come sempre preziosa, la chitarra di Carlos Santana in “Fuoco nel fuoco”; ammaliante l’atmosfera cubana di “Il buio ha i tuoi occhi” con i Rhythm Del Mundo; accattivante il coro gospel a cappella dei Take 6 in “Un attimo di pace”; armoniosa la contaminazione fra pop melodico d’autore e folk irlandese dei Chieftains in “Un’emozione per sempre”; travolgenti il riff violento dello zappiano Steve Vai in “Dove c’è musica” e le sonorità pulp del newyorkese Jon Spencer in “Taxi story”.